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“Mamma, come nascono i bambini?”

Resto immobile. Mi giro verso mio figlio, i suoi grandi occhi color nocciola, curiosi e innocenti, mi guardano. Sento le guance infuocarsi. Perché sono in imbarazzo? Sapevo che prima o poi questa domanda sarebbe arrivata!

Mi schiarisco la voce. Ho letto tanti libri che dovrebbero aiutare i genitori a spiegare ai figli il concepimento e la nascita di un bimbo. Dovrebbero.

In questo momento non ricordo un bel niente di quello che dovrei aver imparato. Così mi invento su due piedi una spiegazione decente e che, spero, possa appagare la curiosità di mio figlio.

Io NON sono la mamma migliore che il mio bambino potrebbe avere.
 
A volte perdo la pazienza, e urlo, e poi mi odio per questo.

A volte assecondo i suoi capricci per sfinimento, mi arrendo, anche se so che non è un bene per la sua educazione.

A volte mi scordo di tagliargli le unghie.

Sono un disastro a seguire le indicazioni che mi da la logopedista.

A volte lo metto davanti alla televisione per farlo stare buono.
 
 

Quando era neonato ho seguito il consiglio della pediatra, gli ho dato l'aggiunta di latte artificiale nonostante sapessi che era la cosa sbagliata da fare.
Non ho cercato aiuto, mi sono arresa, anche se sarebbe stato meglio dargli il mio latte...
Ma ero stanca di provare e fallire, volevo riprendere il controllo del mio corpo...
 
Sono stata egoista. Mi sono arresa per me. Non per mio figlio. L'ho fatto per me.
 
La gravidanza non è sempre una “dolce” attesa. E non sempre è un'attesa che porta a qualcosa di meraviglioso, al miracolo della Vita.
 
Esiste un mondo sommerso, dimenticato, un mondo di cui le persone non vogliono parlare, un mondo che fa persino più paura di quello dell'infertilità.
È il mondo dei genitori degli angeli, bambini che hanno trovato la morte ancora prima di nascere, o a pochi giorni di vita.
 
Tragedie talmente assurde che nessuno ne vuole parlare. Nessuno le vuole accettare come se, fingendo che questi drammi non esistano, essi non accadano realmente...
Il 10 ottobre di due anni fa, io e Marito ci siamo sposati... Per la seconda volta. (*)
 
La prima volta era stata il primo ottobre di quattro anni prima, con cerimonia civile.

La seconda volta ci siamo sposati con la sola cerimonia religiosa (sì, si può fare!). Ah, nella stessa funzione è stato celebrato anche il battesimo del nostro bimbo.
Sto cominciando a confondervi, vero?
 
 
Immaginate che caos scrivere i libretti Messa... E immaginate la faccia dei miei bis-invitati, quando ho annunciato loro che ci sarebbe stato un altro matrimonio!
Ma andiamo con ordine...
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