Tempo fa vi ho parlato di come immagino la conversazione con mio figlio, quando un giorno mi chiederà com'è nato e io gli dovrò spiegare tutte le peripezie che abbiamo fatto per raggiungerlo... 

Oggi ospito un articolo sullo stesso tema scritto per il mio blog da Laura Marchesani (che ringrazio), CEO di Prepara

Come spiegare al proprio bimbo come è stato concepito?
La domanda prima o poi arriva, e le mamme, oggi giorno cercano di prepararsi per tempo a fornire la risposta adeguata. La questione però, già di per sé non semplicissima, si complica ulteriormente quando si tratta di un concepimento avvenuto in un laboratorio, e oltre ai protagonisti di sempre, il semino e l’ovetto, bisogna introdurre altri personaggi, come il medico o il biologo!

Cinque anni fa, proprio in questi giorni, stavo piangendo per il fallimento del mio primo tentativo di PMA.

Cinque anni fa, in questo preciso istante, i miei bambini mi stavano abbandonando, senza che io potessi fare nulla per trattenerli.

Sembrano così lontani, ora, quei momenti... Adesso che il mio bambino è qui con me, e in ogni angolo in cui mi giro vedo giocattoli e peluche! Non mi sembra neppure vero di aver vissuto tanti anni senza di lui, alla ricerca di lui...

Eppure, quando mi fermo a pensarci, i ricordi tornano vividi e mi sembra di avvertire il dolore e la paura di quei giorni.

La mia prima, e unica gravidanza ottenuta fino a quel momento, durò esattamente settantadue ore.

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