Cos'è la famiglia?

Da piccola me lo chiedevo spesso.

Ero una bambina silenziosa, e chiusa nel mio silenzio mi piaceva riflettere e osservare il mondo attorno a me. Già ad otto, nove anni, cominciai a notare che le famiglie delle mie amiche erano molto diverse dalla mia.

Nella mia casa risuonavano urla, intervallate da lunghi e tristi silenzi. I miei genitori litigavano noncuranti dell'effetto che il rancore che si respirava tra le nostre quattro mura aveva sulla loro unica figlia.

Non ho mai avuto adulti di riferimento, e per questo sono dovuta crescere molto in fretta. Non avevo fratelli o sorelle con cui condividere il mio smarrimento, che potessero curare la mia solitudine.

Non mi è mai stato nascosto, dai miei stessi genitori, di essere venuta al mondo per errore, e di essere la causa di un matrimonio sbagliato, di aver rovinato loro la vita.

Cara futura mamma,

Ti ho vista, oggi, mentre parlavi con la tua amica. Mentre ti accarezzavi il pancione, hai sorriso dolcemente e hai detto, con voce determinata: “Ma no, davvero... Guarda che non cambierà proprio niente!

Cara futura mamma, ho sorriso anch'io, mentre inavvertitamente ti ascoltavo.

Ho sorriso con dolcezza, perché mi hai ricordato me stessa, una me ormai passata, dimenticata, trasformata, una me che appartiene al passato.

Ho sorriso anche con un pizzico di ironia, lo devo ammettere, perché so che quella promessa che ogni giorno fai a te stessa, quel “non cambierà niente”, beh, quella promessa non la potrai mantenere. È impossibile.

Il cambiamento è inevitabile, inarrestabile, e... Necessario! 

Care mamme, sono sicura che anche voi, proprio come la sottoscritta, durante la dolce attesa vi siate ritrovate ad osservare i comportamenti di genitori con bimbi piccoli al seguito... E a criticarli duramente.

Non mentite! ;-)

Lo so che anche voi vi siete ritrovate a mormorare, con una smorfia sprezzante: “IO non farò mai così!”

 

Ah, le aspettative... Sono bellissime, vero? ;-)

Finché, una volta sparito il pancione, mese dopo mese non vi rendete conto che assomigliate sempre di più a quelle mamme e a quei papà che in cuor vostro giudicavate come pessimi genitori solo poco tempo prima!

Quando ancora non ero una mamma, detestavo sentirmi ripetere da altre donne: “Tu non puoi capire... Non hai figli!”

Era una frase che mi mandava fuori di testa, davvero! Quelle donne mi sembravano così presuntuose, antipatiche...

Insomma, cosa ci poteva essere di così speciale, di tanto arduo da comprendere, nell'essere mamma? Perché io non avrei potuto capire?

Sono donna, quindi predisposta a donare la vita, e non solo, come se non bastasse, ho sempre desiderato avere figli e avuto un forte istinto materno. Perché non avrei potuto comprendere cosa significa fare la mamma?

E perché non provavano a spiegarmi, invece di sospirare e dire semplicemente... “Non puoi capire”?

E poi, sono diventata mamma.

E ho capito. Ho capito che quelle donne avevano ragione. Ho dovuto ammetterlo.

Ho anche compreso che tutte le mie convinzioni riguardo all'essere mamma, tutte le mie aspettative, sia sulla maternità in generale che su me stessa come madre, sono state, se non stravolte, decisamente messe in discussione, dopo l'arrivo di mio figlio!

È quasi impossibile spiegare cosa significhi diventare madre, ma... Ci proverò.

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