Cara futura mamma,

Ti ho vista, oggi, mentre parlavi con la tua amica. Mentre ti accarezzavi il pancione, hai sorriso dolcemente e hai detto, con voce determinata: “Ma no, davvero... Guarda che non cambierà proprio niente!

Cara futura mamma, ho sorriso anch'io, mentre inavvertitamente ti ascoltavo.

Ho sorriso con dolcezza, perché mi hai ricordato me stessa, una me ormai passata, dimenticata, trasformata, una me che appartiene al passato.

Ho sorriso anche con un pizzico di ironia, lo devo ammettere, perché so che quella promessa che ogni giorno fai a te stessa, quel “non cambierà niente”, beh, quella promessa non la potrai mantenere. È impossibile.

Il cambiamento è inevitabile, inarrestabile, e... Necessario! 

 

Cara futura mamma, anch'io ero come te, quando avevo il pancione, sai?

Affermavo con decisione che nulla sarebbe cambiato nella mia vita, che avrei visitato città, scalato montagne, affrontato maratone insieme al mio bambino...

Non so bene perché lo dicessi. Ripensandoci ora, mi dico che forse, nonostante abbia cercato un figlio con tutte le mie forze, quando sono rimasta incinta il cambiamento mi faceva un po' paura, com'è normale che sia.

Forse desideravo mostrare al mondo, e a me stessa, di essere diversa dalle altre. Volevo dimostrare di poter fare tutto. Di essere più forte. Di essere una super mamma.

Quando ero incinta mi capitava di vedere madri che uscivano di casa spettinate, in tuta, struccate, e che portavano in braccio neonati rigurgitanti e magari tenevano pure per mano pure un fratellino urlante e piangente.

Le vedevo sbuffare, lamentarsi di non avere nemmeno tempo per lavarsi i capelli (e si vedeva!), di non andare mai a cena fuori o a fare un aperitivo con le amiche. E, non raramente, le vedevo rispondere male ai propri figli.

Alcune sembravano scontente di questa situazione, altre quasi soddisfatte... O forse dovrei dire rassegnate?

Non mi importava, io le criticavo (ah, le famose aspettative vs realtà!), dicevo che non si impegnavano abbastanza, che non dovevano perdere se stesse, dopo aver avuto un figlio...

 

Io sognavo di essere una mamma cool.

 

Non avrei mai di certo rinunciato a vestirmi bene o a mettermi i tacchi. E neppure ad andare a cena o viaggiare con il mio bimbo. Il web è pieno di blog, profili Instagram, pagine Facebook dedicate a genitori che viaggiano oltreoceano, in posti esotici, su isole sperdute, con i loro figli. Li ho sempre seguiti con invidia... Li vedo così belli, felici, liberi!

(Sono finti. Non c'è altra spiegazione. Sono attori e fotomodelli che hanno come unico scopo quello di farci sentire imperfette, brutte e incapaci.)

Avrei continuato a fare gli aperitivi con le amiche. Certo, mica tutte le sere, ma ogni tanto, sì. E Robertino sarebbe venuto con me. Sarebbe stato la mascotte della serata!

Tutti nel bar gli avrebbero fatto i complimenti, lui si sarebbe divertito con i suoi giocattoli, seduto sulle mie ginocchia, mentre mammina si sarebbe gustata un buon spritz. Indossando un bel vestito e tacchi alti, ovviamente. E chiacchierando amabilmente. Ci saremmo divertiti entrambi! Lui sarebbe stato ben felice di stare con la sua mamma a fare l'aperitivo, mica come quei bambini che corrono tra le gambe dei camerieri. (Ah, beata ingenuità... La mia, intendo).

Cara futura mamma, durante la dolce attesa inorridivo quando sentivo parlare di donne costrette ad andare in bagno portandosi dietro il proprio bimbo. Aiuto!

Io sono per l'alto contatto, quindi W il co-sleeping, le coccole, fasce e marsupi, W il contatto perenne, ma in bagno, in bagno no.

Il bagno, per me, è off limits.

“Io la cacca la farò da sola!” mi ripetevo sempre.

 

Cara futura mamma, anch' io dicevo che non sarebbe cambiato niente.

Quando altre donne, già mamme, mi dicevano che mi sarei totalmente trasformata, che avrei scoperto una “nuova me”, io non capivo.

Sai, futura mamma, all'inizio ce l'ho fatta a mantenere i buoni propositi.

Il mio neonato era molto tranquillo. Potevo andare agli aperitivi, alle cene, i camerieri mi facevano addirittura i complimenti per la sua serenità, gli amici mi ammiravano, altri genitori mi invidiavano.

Io e mio marito non ne avevamo nessun merito, ma ci godevamo il nostro “bebè da ristorante” (così era stato soprannominato!).

Potevo addirittura fare shopping per ore ed ore insieme al mio bimbo! Che meraviglia!

Quando sono tornata al lavoro ho cominciato a riempire la mia settimana di impegni.

L'arrivo del mio bimbo mi ha riempito di energia, di voglia di vivere, di fare, di impegnarmi in tutto quello che, durante gli anni della ricerca della cicogna, avevo dovuto accantonare per inerzia mentale.

Facevo fatica a stare dietro a tutto, casa, lavoro, bambino, impegni, ma lo volevo fare, dovevo dimostrare di poter fare tutto quello che volevo!

 

Poi il mio “bebè da ristorante” è cresciuto... E, da neonato, si è trasformato in un bambino con tante esigenze.

Una su tutte, la sua mamma.

(NO, andare per negozi e ristoranti non era più una sua priorità!)

Ed ora...

Quando lo porto al parco, le uniche scarpe che posso indossare sono quelle da ginnastica. Mi viene da ridere al solo pensiero di mettere i tacchi. I vestiti devono essere comodi e facilmente lavabili. (Non parlo dei suoi, ma dei miei...).

A volte, non ho tempo nemmeno per truccarmi per bene, e non raramente esco senza pettinarmi.

 

Ma, quando lui mi abbraccia, mi sento la donna più bella del mondo.

Quando varco l'entrata del parco con Robertino per mano, mi sento come una famosa modella che calca la passerella... (Ok, ho esagerato, ma avete capito il concetto).

 

Devo approfittare dell'alba o della notte fonda per scrivere, perché Roberto non vuole che io lo ignori. Se mi vede intenta a fare qualcosa, che sia mandare un messaggio, o scrivere al pc, o lavorare, lui piange, mi prende per mano e cerca di trascinarmi via a giocare e dargli attenzioni.

Le cene fuori si sono trasformate in campi di battaglia. Letteralmente.

Gli aperitivi, una gara tra me e le mie amiche a chi riesce a tenere fermo per più tempo Robertino e impedirgli di lanciare a terra i piatti degli stuzzichini, infilarsi le cannucce su per il naso e bersi i nostri spritz.

Altro che mascotte. Altro che “bebè da ristorante. È un sabotatore di aperitivi! Se non ti piace l'happy hour, Robbie, basta dirlo!

Ed ora mi chiedo come abbia anche solo potuto pensare che un bambino piccolo si potesse divertire a stare in un bar all'ora dell'aperitivo... Lui è un bambino, e come tutti i bambini, odia fare le cose dei grandi, non ne capisce l'utilità!

Chiacchierare con un'amica?

Certo, ci riesco... A tratti. Tra una frase e l'altra passano dieci minuti (durante i quali rincorro Robertino impedendogli di suicidarsi dallo scivolo. Sì, perché ormai l'unico luogo dove incontro le amiche è il parco.). E poi non ci ricordiamo più di cosa stessimo parlando. Quindi, alla fine, non si parla di niente.

 

E il bagno. Il bagno, cara futura mamma...

Il bagno, scordatelo. Scordati la privacy.

Io mi trucco, mi lavo i denti e sì, mi tocca fare la cacca con il mio bimbo in bagno con me. Alla fine, ho dovuto cedere.

Il suddetto bimbo, ovviamente, mentre io sono - ehm - "impegnata", non sta fermo, ma nel frattempo cerca di distruggere il box doccia, imposta programmi a caso della lavatrice, apre l'acqua del bidet allagando tutto il pavimento, spazza il pavimento con lo scopino, e usa le mie gambe come pista per le macchinine.

Mentre. Sono. Seduta. Sulla. Tazza.

(Poi vedi tuo marito che entra in bagno fischiettando, con in mano tazzina di caffè e giornale, e ti vengono gli istinti omicidi).

 

Cara futura mamma, mi sono resa conto che la “forza” non c'entra niente con le maratone, scalare montagne, fare aperitivi o cene.

La forza non sta nel riempirsi le giornate di impegni per dimostrare, a non si sa chi, che sei in gamba.

L'impegno più grande sarà tuo figlio. Il che non significa solo doverlo cambiare, allattare, giocare con lui, lavargli i vestiti o portarlo al parco o a nuoto, come credono in molti. È molto di più.

È educarlo. È renderlo una brava persona. È istruirlo all'amore, all'empatia, alla cultura.

È forgiare un essere umano che renderà questo mondo più ricco e bello.

Questo non significa che tu debba dimenticare te stessa.

Annullarti non ti renderà una persona migliore... Anzi.

Non lo nego, cara futura mamma, che dovrai fare tanti “sacrifici”, se così vogliamo chiamarli.

Ma vogliamo chiamarli davvero così?

Dovrai rinunciare a delle uscite, a dei piccoli piaceri, ma, in cambio, ne guadagnerai altri.

 

Non restare delusa, quando vedrai che non riuscirai a mantenere immutata la tua vita e le tue abitudini. Quando dovrai per forza rinunciare a qualcosa perché, pensandoci bene, ti accorgerai che di quel “qualcosa” puoi fare benissimo a meno.

Non arrabbiarti se sarei costretta a indossare scarpe da ginnastica anziché tacchi alti. (E no, non metterti i tacchi per portare in giro tuo figlio, soprattutto quando inizia a camminare. Te lo dico per esperienza personale.).

Le amiche, quelle che ti vogliono bene davvero, saranno felici di accompagnarti al parco, anziché al pub, le cene al ristorante saranno più rare, più faticose da organizzare, ma proprio per questo più preziose e soddisfacenti, e, soprattutto, non ti annoierai mai!

 

Dovrai rinunciare alle cose più superficiali per concentrati sull'essenziale. Troverai sempre il modo per continuare a dedicarti alle tue passioni più vere e sincere; certo, forse meno di un tempo, ma quando riuscirai a ritagliarti un'ora per scrivere, fare sport, o andare dall'estetista ti sentirai rigenerata.

 

Cara futura mamma, ora ho capito la “trasformazione” di cui mi parlavano, ma non sono sicura di riuscire a spiegartela con le semplici parole.

Questa trasformazione, in realtà, non c'entra niente con lo stravolgimento della routine.

Il cambiamento più grande e importante, cara futura mamma, avverrà dentro di TE.

Tu non potrai fare niente per arrestarlo.

 

All'inizio, forse, non te ne accorgerai nemmeno.

 

Poi, un giorno, ripenserai a quel momento quando, accarezzandoti il pancione, dicevi “non cambierà nulla!” e ti verrà da ridere.

Ma non riderai perché gli aperitivi e le cene sono un ricordo e alla sera ti diverti di più a guardare Masha e Orso che non a uscire a ballare... Riderai rendendoti conto di quanto era diversa quella donna con il pancione dalla persona che sei diventata.

 

Prima eri “solo” una donna.

Adesso sei una donna in dolce attesa. Uno stato di grazia, un limbo. Non sei più solo una, e non sei ancora due, perché tu e il tuo cucciolo siete parte dello stesso insieme, siete un mondo a parte...

Adesso hai paura, ma continui a fare buoni propositi, a darti obiettivi, a decidere cosa farai e cosa non farai, quando avrai il tuo bimbo tra le braccia.

Beh, cara futura mamma, smetti di pensare. Non puoi decidere niente, adesso.

Tra qualche mese, tutte le tue convinzioni, le tue decisioni, verranno spazzate via da una travolgente realtà.

E non dico “travolgente” a caso, eh!

Sarai letteralmente travolta da una nuova esistenza, che ti trascinerà via dal tuo passato per condurti in un luogo nuovo, complicato, incasinato, ma pieno d'amore e di energia.

Forse, adesso, starai alzando gli occhi al cielo leggendo le mie parole, pensando che io sia esagerata e catastrofica...

Il cambiamento di cui parlo, però, non è mica negativo, sai.

 

Cara futura mamma, tra poche settimane non conoscerai soltanto il tuo bambino.

Sei in procinto di conoscere una nuova TE.

 

Giorno dopo giorno scoprirai una donna forte, agguerrita, coraggiosa, tenace, istintiva.

Una donna capace di trattenere le lacrime quando vorrebbe solo urlare, di trovare energie nascoste chissà dove anche quando è stravolta, di entrare in connessione con un altro essere umano in un modo che non credeva possibile, una donna capace di amare in un modo nuovo e totale, una donna che, all'occorrenza, sa tramutarsi in una tigre feroce, non importa se nella sua vita è sempre stata considerata la un timido agnellino.

 

Cara futura mamma,

Ora sei una donna. Diventerai presto una madre.

Devi esserne fiera.

Accogli la donna che stai per diventare, e amala.

Tuo figlio, sicuramente, lo farà.

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