Il 10 ottobre di due anni fa, io e Marito ci siamo sposati... Per la seconda volta. (*)
 
La prima volta era stata il primo ottobre di quattro anni prima, con cerimonia civile.

La seconda volta ci siamo sposati con la sola cerimonia religiosa (sì, si può fare!). Ah, nella stessa funzione è stato celebrato anche il battesimo del nostro bimbo.
Sto cominciando a confondervi, vero?
 
 
Immaginate che caos scrivere i libretti Messa... E immaginate la faccia dei miei bis-invitati, quando ho annunciato loro che ci sarebbe stato un altro matrimonio!
Ma andiamo con ordine...
Nel 2011 io e Marito ci siamo sposati in Comune perché, dopo averci pensato a lungo, avevamo deciso che non era giusto sposarci in chiesa solo per "tradizione", per avere la location più bella o accontentare anziani parenti...
In quel momento non ci sentivamo vicini alla Chiesa, ma volevamo unirci ufficialmente e festeggiare la nostra unione con le persone a noi care, perciò abbiamo optato per la cerimonia civile.
Negli anni successivi, durante la lunga ricerca del nostro bimbo, ci siamo timidamente riavvicinati alla religione. 
È proprio vero, è nel momento del bisogno che gli esseri umani ritrovano la loro spiritualità e chiedono una mano al Cielo!
Sono sempre stata credente, ma ritenevo che la mia fede non avesse bisogno di un luogo fisico dove essere celebrata, o delle parole di un prete. Finché non mi sono resa conto che non era così.
E, un giorno, qualche mese prima dell'ultimo tentativo di PMA che ci ha portato Robertino, io e Marito ci siamo ritrovati a pensare a quanto sarebbe stato bello, un giorno, far battezzare il nostro bimbo e al tempo stesso celebrare la nostra unione davanti a Dio.
 
Non mi vergogno ad ammettere di aver cambiato completamente visione, perché la vita ci porta a cambiare prospettive, a guardare dentro di noi, a metterci in discussione e dubitare di ciò in cui crediamo... O non crediamo.
Riuscire ad organizzare il matrimonio-battesimo (da me rinominato "matresimo" ) non è stato per niente facile.
Prima di tutto ci è stato chiesto di partecipare al "corso per fidanzati". Ed è stato piuttosto pesante.
Incontri settimanali di diverse ore ciascuno per un paio di mesi, con altre coppie e un prete.
Roberto non aveva ancora neppure sei mesi, e in quelle serate eravamo costretti a lasciarlo dai nonni paterni. Non eravamo ancora abituati ad affidarlo alle cure di qualcuno, quindi ogni volta ci fermavamo un sacco di tempo a fare (inutili) raccomandazioni!
 
Molte persone ritengono totalmente inutile un percorso del genere, soprattutto per una coppia già "rodata" (e "parzialmente sposata") come eravamo noi.
Io, però, vado sempre controcorrente e dico che invece quegli incontri sono stati molto utili.
Il concetto di amore e coppia dal punto di vista cristiano è diverso da come lo consideriamo abitualmente nella nostra società, ed è importante sapere cosa comporta l'unione religiosa, se una coppia desidera sposarsi davanti a Dio.
Questo è il mio pensiero. Marito, ovviamente, la pensava in maniera diversa e da bravo brontolone ogni volta si lamentava!
 
Data la situazione particolare abbiamo dovuto persino chiedere al Vescovo il permesso per sposarci, esponendo per iscritto i motivi che ci avevano portato a decidere di unirci in chiesa anni dopo la cerimonia civile.
Ma questo non è niente... Organizzare il matresimo è stato un'Odissea.
 
Io e Marito avevamo deciso di sposarci nella chiesa di Santa Cristina, e i riti sarebbero stati celebrati dall'anticonformista e famoso Don Luciano, il "prete degli ultimi", un prete decisamente scomodo in città e a noi particolarmente caro.
Purtroppo nei mesi precedenti al Grande Giorno il sacerdote si è ammalato gravemente, e il matresimo, fissato per il 7 giugno, è stato annullato esattamente tre giorni prima.
Per una come me, sempre attenta ai segnali (o apparenti tali!) che trova sul suo cammino, questa è stata una grande batosta. Avevo paura che non saremmo riusciti a sposarci, e soprattutto che non avrebbe potuto farlo don Luciano.
 
Nei mesi successivi le condizioni del don si sono aggravate, finché non siamo stati costretti ad accordarci con il prete che lo sostituiva nella sua parrocchia, perché non volevamo rimandare troppo. Inoltre sembrava che non ci fossero molte possibilità che il nostro don si potesse riprendere.
E così abbiamo fissato la data per il dieci ottobre.

È stata una giornata splendida e speciale, anche se non era tutto come l'avevamo sognato... Comunque, don Luciano è riuscito a farci un grande regalo: nonostante le sue condizioni, nel bel mezzo della Messa si è presentato in chiesa, proprio al momento giusto per celebrare il battesimo di Roberto!
 
Sono cambiate tantissime cose dal quel giorno... Molte persone se ne sono andate, qualcuno per sempre.
Proprio come è accaduto per il primo matrimonio, tanti dei nostri invitati si sono allontanati dalle nostre vite, ed è uno dei motivi per cui riguardare le foto di quel giorno mi fa male.
 
La cosa a cui mi fa più male ripensare, però, è che don Luciano è morto sei mesi dopo il matresimo.
Non potremo più assistere alle sue bellissime Messe, ascoltare le sue omelie, non potrà vedere il nostro bimbo crescere...
 
Un giorno così dolce, legato a ricordi altrettanto amari... Ma questa è la vita, giusto?
 
Un continuo alternarsi di gioia e lacrime, di fugaci momenti di serenità e lunghe e faticose lotte...
 
Cerco di consolarmi pensando che è inutile rimuginare su quello che è stato, sui momenti che non potremo più vivere, sulle occasioni perdute. Tutte le persone che hanno attraversato la nostra vita, anche se per poco tempo, sia quelle che sono state ingiuste con noi, sia quelle che se ne sono andate per volere divino, ci hanno insegnato e donato qualcosa.
 
Ed è questo che insegnerò al mio bambino, quando un giorno mi chiederà di parlargli di quel giorno, e sfogliando l'album del matresimo vedrà il volto di tante persone di cui non avrà ricordo...
 
 
* Vi avevo avvertiti che sarebbe arrivato quest post!

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