La gravidanza non è sempre una “dolce” attesa. E non sempre è un'attesa che porta a qualcosa di meraviglioso, al miracolo della Vita.
 
Esiste un mondo sommerso, dimenticato, un mondo di cui le persone non vogliono parlare, un mondo che fa persino più paura di quello dell'infertilità.
È il mondo dei genitori degli angeli, bambini che hanno trovato la morte ancora prima di nascere, o a pochi giorni di vita.
 
Tragedie talmente assurde che nessuno ne vuole parlare. Nessuno le vuole accettare come se, fingendo che questi drammi non esistano, essi non accadano realmente...
Il problema è che, evitando di parlarne, le mamme e i papà che si ritrovano a vivere un lutto del genere non sono in grado di affrontarlo. Non sanno nulla. Non conoscono i loro diritti, né quelli del loro bambino.
E, dato che l'argomento del lutto perinatale è considerato un tale tabù, sono pochi persino gli operatori (ginecologi, ostetriche, psicologi...) che sanno cosa fare in situazioni simili.
Niente e nessuno può riportare in vita un bambino che se n'è andato troppo presto, ma sapere cosa fare può aiutare i genitori a elaborare il lutto. A non avere rimpianti futuri. A non sentirsi totalmente smarriti e soli. Abbandonati a se stessi. Incompresi.
 
Ieri, 15 ottobre, era la Giornata Mondiale della consapevolezza del Lutto Perinatale.
 
Una giornata di cui, fino a qualche anno fa, non sapevo nulla, così come ignoravo il significato delle parole “lutto perinatale”.
Sapevo, come sanno tutti, che c'è un alto rischio di aborto spontaneo durante le prime dodici settimane di una gravidanza, ma ignoravo la percentuale delle morti in utero a gravidanza avanzata (“In Italia sono più di 2000 i bimbi che muoiono ogni anno a termine gravidanza e più di mille quelli che muoiono subito dopo il parto” FONTE)
Lo ignoravo, come la maggior parte delle persone, del resto.
Lo ignoravo, così come non sapevo nulla di infertilità e, quando ho scoperto che io e Marito non potevamo avere figli, sono stata letteralmente travolta da una realtà che non conoscevo.
 
Durante gli anni di ricerca del mio Robertino ho avuto modo di conoscere alcune mamme che hanno vissuto sulla loro pelle il dolore della perdita di un figlio in grembo.
I mondi dell'infertilità e del lutto perinatale hanno tanto in comune, purtroppo, e spesso si intrecciano... Viviamo dolori simili, e per questo riusciamo a capirci, mentre il resto del mondo vuole dimenticarsi di noi.
 
Morte... Assenza... Sterilità... Vuoto... Perdita... Lutto...
Sono parole che fanno tanta paura, pero?
Ma non possiamo lasciare soli i genitori che ogni giorno devono fare i conti con queste parole, con il loro significato più profondo, che ne portano il peso sulle spalle e nel cuore...
Impariamo a spazzare via i nostri timori, a liberarci dai tabù, parliamo di quelle cose che ci fanno così paura, perché la prossima persona a cui potrebbe capitare di vivere un simile dramma potrebbe essere una nostra amica, nostra sorella, la nostra collega... Noi stesse!
 
La morte fa parte della vita, e anche quando questa morte è totalmente incomprensibile e inaccettabile va affrontata. Non farlo condannerebbe a morte anche chi questo lutto l'ha subito.
 
Ma i genitori degli angeli meritano di continuare a vivere, sperare e credere nel futuro e nella vita, mentre i loro piccoli vegliano su di loro da lassù. E noi possiamo aiutarli in tutto questo, evitando stupide domande, evitando di dileguarci nel momento più terribile solo perché non sappiamo come affrontarlo o preferiamo ignorarlo.
 
Chiudere gli occhi è troppo facile; il nostro sguardo e il nostro cuore devono restare ben aperti, perché questi bambini sono esistiti, e meritano il nostro rispetto e la nostra... Consapevolezza.

 

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