Io NON sono la mamma migliore che il mio bambino potrebbe avere.
 
A volte perdo la pazienza, e urlo, e poi mi odio per questo.

A volte assecondo i suoi capricci per sfinimento, mi arrendo, anche se so che non è un bene per la sua educazione.

A volte mi scordo di tagliargli le unghie.

Sono un disastro a seguire le indicazioni che mi da la logopedista.

A volte lo metto davanti alla televisione per farlo stare buono.
 
 

Quando era neonato ho seguito il consiglio della pediatra, gli ho dato l'aggiunta di latte artificiale nonostante sapessi che era la cosa sbagliata da fare.
Non ho cercato aiuto, mi sono arresa, anche se sarebbe stato meglio dargli il mio latte...
Ma ero stanca di provare e fallire, volevo riprendere il controllo del mio corpo...
 
Sono stata egoista. Mi sono arresa per me. Non per mio figlio. L'ho fatto per me.
 

A volte mi scappa una parolaccia con lui presente.

A volte, davanti ad un negozio, se Roberto mi indica un giocattolo, gli dico... "Dopo te lo prendo!"  
Ma non è mica vero.

A volte non gli presto attenzione e guardo il cellulare quando giochiamo insieme.

A volte lo accontento e al posto della cena gli lascio mangiare i biscotti, pur di non farlo piangere.
 
Potrei andare avanti per ore ed ore...
 
Il mondo delle mamme è proprio strano. Non l'avrei mai detto, prima di entrare a farne parte!
Il Web è pieno di articoli smielensi, poco realistici, autoreferenziali, che raccontano di quanto noi mamme siamo perfette per i nostri figli (???), pur con i nostri difetti, pur con le nostre mancanze.
Questi articoli sono sempre scritti da mamme per altre mamme.
 
Si passa da un estremo all'altro!
 
Ci sono mamme che giudicano aspramente qualunque donna che faccia una scelta diversa dalla propria, ed esistono madri che non fanno altro che scrivere quanto tutte noi siamo perfette, nelle nostre diversità e debolezze.
Insomma, ce le suoniamo e ce le cantiamo tra di noi, odiandoci o osannandoci a vicenda.
 
Capisco che articoli del genere, così "estremi", attirino molti lettori e facciano parlare di sé, e per alcune blogger è solo questo l'importante, ma... Rappresentano davvero la realtà?
 
Il mio pensiero, come spesso accade, è totalmente diverso.
Non ho bisogno del consenso di nessuno, quindi non ho paura di affermare che io NON mi sento affatto perfetta.
 
E non credo che ogni mamma sulla faccia della Terra sappia e faccia esattamente ciò che è meglio per il proprio bambino.
Non penso che una "mamma serena faccia un bambino sereno", come tante madri amano ripetere.
Non è esattamente così. Esistono tante sfumature in mezzo. Bisogna saper bilanciare le esigenze, così diverse!, di mamma e bambino, conciliare i tempi, i modi... Non è affatto facile! E non è una situazione che si possa liquidare semplicemente dicendo che se la mamma è felice, pure suo figlio lo è!
 
Prima di essere mamme, siamo donne... Esseri umani.
Tutte noi abbiamo esperienze di vita, valori e credenze differenti. Tutto ciò che siamo, il nostro passato e le nostre aspettative, condiziona il nostro modo di vivere la maternità.
Siamo esseri umani, e spesso le nostre decisioni sono dettate dall'egoismo, dalla stanchezza, dalle nostre vite formato "tetris" dove cerchiamo di incastrare tutto: famiglia, bambini, lavoro, tempo libero...

Ma il tetris è un gioco, mentre la vita non lo è!

E non sempre sappiamo esattamente dove incastrare il prossimo pezzo... A volte è impossibile incastrarlo in maniera perfetta! A volte non si ha nemmeno il tempo di pensare a dove incastrarlo, quel maledetto pezzo!
La mamma che decide di non allattare perché il latte artificiale è più comodo, quella che dà il tablet al figlio perché non riesce a farlo stare buono in altro modo, che lo manda all'asilo anche con la febbre a 39 perché non sa dove lasciarlo mentre lavora...
Se analizzati oggettivamente, senza esserne coinvolti in prima persona, questi sono comportamenti facilmente giudicabili.
Quante volte anche io l'ho fatto... Prima di diventare madre!
 
A volte noi stesse sappiamo di non stare facendo la cosa giusta. Come me, quando ho iniziato a dare le aggiunte di artificiale a mio figlio.
Ma ero così stanca che ho ceduto e seguito il consiglio della pediatra, pur sapendo di non stare facendo la cosa giusta per il mio bimbo.
Non si muore di latte artificiale, eh. Ma avrei potuto essere più tenace, e non la sono stata. Non ho fatto la cosa migliore per il mio bimbo.
Ho pensato a me stessa. Che non è una cosa così orribile, per carità. Ma non posso dire di essere stata una mamma "perfetta". Mi sono semplicemente comportata come un essere umano...
 
Ogni mamma cerca di essere la mamma migliore per i propri figli, pur sapendo di sbagliare, mille volte al giorno.
Essere genitore significa barcamenarsi perennemente tra quello che sappiamo essere giusto, ciò in cui crediamo, i sentimenti che proviamo. Tra i bisogni del nostro bimbo, della nostra famiglia, del datore di lavoro, del mondo che ci circonda e che si aspetta sempre "qualcosa in più" da noi.
 
Quindi no, non sappiamo e non facciamo sempre quello che è meglio per i nostri figli!

Continuare a mentire a noi stesse non serve a nessuno, tantomeno ai bambini.
Siamo le mamme migliori che riusciamo ad essere in questo preciso momento, condizionate da mille fattori imprevedibili, cercando continuamente di limitare gli errori, correggendoli, tornando sui nostri passi, imparando giorno dopo giorno.
 
Non possiamo pensare di essere le mamme migliori per i nostri figli... Qui, ora.
Forse non un giorno lo saremo, ma non adesso.
Se lo pensassimo, non potremmo migliorare. Ma noi dobbiamo farlo!
Lo dobbiamo a loro, i nostri bambini, e a noi. Perché la vita è una continua evoluzione personale, e la maternità dà decisamente un'accelleratata a questa crescita!
 
Io sono una donna totalmente diversa da quando ho partorito.
Ogni giorno imparo qualcosa dai miei sbagli, ogni giorno mi riprometto di migliorare, osservo il mio bambino e cerco di capire ciò di cui ha bisogno, presto attenzione alle esperienze altrui, ascolto e accetto i consigli, anche se non tutti sono giusti per noi.
Non è un delitto ammettere di non essere perfetti, di sbagliare, di avere paura.
Non è un delitto chiedere scusa ai nostri figli quando sbagliamo!
Loro ci ameranno lo stesso, anzi, ci ameranno ancora di più, se mostreremo di essere umani, di saper domandare perdono, di accettare gli sbagli e cercare di non ripeterli più. Non è uno degli insegnamenti più belli che possiamo impartire loro?
 
Questa società ci spinge perennemente a sentirci i migliori (anche senza esserlo), le debolezze, gli sbagli e le paure non sono accettate...
Ma perché?
Perché non ammettiamo mai di essere deboli? Di sbagliare? Di poter migliorare?
Sono circondata da persone che pensano di avere sempre ragione e non chiedono mai scusa (e qui non mi riferisco solo alle mamme o al tema "maternità"!).
Per me è così liberatorio poter dire di avere paura... Di avere sbagliato... Ed è così bello decidere di poter e dover migliorare!
 
Finché non ammettiamo di NON essere perfetti, non potremo mai migliorarci.
Noi cresciamo insieme ai nostri figli.
Non è bellissimo, questo?
Perché non riusciamo ad accettarlo?
 
Io non sono una supermamma...Sono un essere umano. E voi?

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