Durante gli anni di ricerca del mio bambino, avevo un sogno: essere chiamata mamma.
 
Immaginavo una vocina dolce e squillante che mi chiamava in continuazione...

Per molte donne talvolta è una tortura sentirsi chiamare di continuo, qualcuna addirittura vorrebbe che almeno per un giorno il proprio bambino diventasse muto...
 
(Probabilmente ignorando cosa significhi avere davvero un figlio che non parla).
 
Io sono mamma da tre anni, eppure non ho ancora realizzato il mio sogno.
 
Mio figlio non parla. No, non dice nulla. No, neppure "mamma" o "papà".
(Lo so che ve lo state chiedendo. E' una conversazione ormai che affronto ogni santo giorno!).
 
Io e lui abbiamo un modo tutto nostro di comunicare, fatto di "versetti", di gesti, di urla modulate su varie frequenze... (Alcune probabilmente entrano in conflitto con i satelliti in orbita intorno alla Terra).
Purtroppo, non sempre riusciamo a capirci. E allora Robertino si arrabbia, diventa frustrato, e io ancora di più.
 
Quando che un adulto gli rivolge la parola, mi sento in dovere di spiegare che Roberto non parla. Non voglio che sembri un maleducato perché non saluta, non dice grazie e... Beh, insomma, non dice nulla.
Così devo raccontare la verità, e ogni volta mi tocca sorbirmi i consigli del Sig. Nessuno di turno che si improvvisa logopedista o neuropsichiatra.
Un po' come succedeva durante gli anni della PMA, in cui i miei colleghi ragionieri diventavano improvvisamente ginecologi e mi suggerivano di andare alle Maldive per restare incinta (sigh).
Sento le mie amiche, che hanno figli ben più piccoli del mio, raccontare le storie buffe che escono dalla bocca dei loro figli. I loro racconti mi commuovono e riempiono di amarezza al tempo stesso...
 
Quando ero incinta sognavo che mio figlio fosse un gran lettore, proprio come me, e avevo già programmato di iscriverlo ad una scuola di inglese al compimento dei tre anni... Purtroppo, credo proprio che dovrò rimandare.
La vita, come ho già avuto modo di scoprire, ci riserva sempre delle sorprese. Non me ne lamento, e non cambierei mio figlio per nulla al mondo, perché lui è perfetto così com'è!
 
Per quanto il ritardo del linguaggio di Roberto non sia ancora da considerarsi così grave (non sono stati riscontrati problemi neurologici e il resto - movimento, comunicazione non verbale - è tutto a posto), è sicuramente un bel grattacapo.
Seguendo il mio istinto ho portato Robertino alla prima visita per questo problema in primavera. E gli esperti mi hanno dato ragione; infatti, dopo vari accertamenti, da qualche mese ci hanno proposto di iniziare la terapia con una logopedista.
La terapia per Roberto è un gioco, e infatti ci va molto volentieri.
Ero convinta che l'inizio della terapia e la scuola materna l'avrebbero spronato a parlare al più presto... Sognavo che dicesse le sue prime parole in tempo per il suo terzo compleanno... Che mi chiamasse finalmente "mamma".
 
Invece, non è così. I professionisti mi dicono che devo portare pazienza, che non sarà un percorso breve.
Io di pazienza ne ho da vendere, mi sono allenata molto durante gli anni di ricerca del mio bimbo...
La frustrazione, però, è tanta, e solo una mamma che sta affrontando la stessa situazione lo può capire.
E' brutto vedere che tuo figlio non è in grado di comunicare ciò che prova, e quindi si lancia in pianti disperati o comunica attraverso gli schiaffi. E' brutto vedere che a scuola resta in disparte e viene escluso dai giochi altrui perché, a differenza di tutti i suoi compagni, non sa parlare.
Proprio lui, che vorrebbe giocare con tutti, che ama stare in mezzo alle persone e, se solo sapesse parlare, ne sono sicura, sarebbe un gran chiacchierone e attaccherebbe bottone con chiunque!
 
In questi mesi, però, ho anche imparato che, nonostante la comunicazione verbale sia importantissima, esistono tanti altri modi per parlarsi senza le parole...
Ho imparato a leggere negli occhi di mio figlio, a capire le sue emozioni da un semplice cambiamento di espressione, a vedere nella sua mente, come solo una mamma può fare.
 
Perché l'amore non ha bisogno di parole...
 
Ma spero arrivi presto il giorno in cui oltre agli sguardi, agli abbracci, ai baci, ci saranno anche loro, quelle maledette parole che proprio non ne vogliono sapere di uscire!
E che arrivi presto quel "mamma" che sogno da troppo tempo...

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

0
Shares